Fallimento del promissario venditore e potere di “scioglimento” del contratto del curatore fallimentare.

Può il curatore del Fallimento optare per la facoltà di sciogliersi, ex art. 72 L. Fall., dal contratto preliminare di vendita stipulato dalla società in bonis se, in relazione al preliminare di cui trattasi, era stata proposta dal promissario acquirente azione ex art. 2932 c.c. la cui domanda giudiziale era stata trascritta ex art. 2652 n. 2) c.c. in epoca antecedente alla pronuncia di fallimento intervenuta nelle more del giudizio?

In passato si era affermato un indirizzo secondo cui la facoltà riconosciuta al curatore dall’art. 72 L. Fall. poteva essere esercitata fino al trasferimento del bene, cioè o fino all’esecuzione del preliminare o fino al passaggio in giudicato della sentenza resa ex art. 2932 c.c.
La tematica era stata affrontata, poi, dalla Cassazione a Sezioni Unite nel 2004 con la pronuncia nr. 12505 che aveva, invece, aderito ad un orientamento contrapposto. Era stato affermato il principio di diritto secondo cui, quando la domanda diretta ad ottenere l’esecuzione in forma specifica dell’obbligo di concludere il contratto è stata trascritta prima della dichiarazione di fallimento, la sentenza che l’accoglie, anche se trascritta successivamente, è opponibile alla massa dei creditori e impedisce l’apprensione del bene da parte del curatore del fallito che, quindi, non può avvalersi del potere di scioglimento riconosciutogli dall’art. 72 L. Fall.
Dopo tale decisione, tuttavia, si sono affermati orientamenti contrapposti.
Per risolvere il contrasto affermatosi in seno alle sezioni semplici, la I Sezione, con l’ordinanza interlocutoria n. 27111 del 2013, ha rimesso la questione al Primo Presidente della S.C. al fine di valutare l’opportunità di investire le Sezioni Unite della questione. All’udienza del 13 gennaio 2015 la causa è stata trattenuta per la decisione.
Nelle more di tale giudizio alcune sezioni hanno aderito all’orientamento più risalente (per es. Corte di Cass. 9619/2014). In altri casi, invece, (come per es. con l’ordinanza 41/2015) la S.C. ha rinviato al causa a nuovo ruolo in attesa della decisione delle Sezioni Unite sulla questione rimessa dalla I sez. civile con l’ordinanza del 4/12/2013 nr. 27111.

Nel settembre del 2015 è stata depositata la sentenza nr. 18131/2015 con la quale le Sezioni Unite hanno ribadito il precedente orientamento espresso con la sentenza, resa sempre a Sezioni Unite, nel 2004.

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